domenica 29 luglio 2012

Una tazza di ottimismo


"Mi ci vorrebbero dei sottobicchieri" penso mentre verso del latte caldo dentro una tazza, poi sorrido e un fremito di gioia mi pervade: da quanto tempo non potevo più bere una tazza di latte? Le cose cambiano e spesso anche in meglio. Sono le quattro del mattino e questa notte è passata insonne come tutte le altre da quando sono tornata dalla montagna. Riesco ancora a mangiare quasi tutto quello che ho introdotto in quei dieci giorni, anche se un pasto se ne è già andato. Consumo colazione e cena, non sempre faccio merenda e a volte ho problemi a deglutire, eppure l'unica cosa alla quale riesco a pensare è quanto sia fortunata, mi sento in armonia con tutto ciò che mi circonda, ora so di fare parte di un grosso disegno e inizio a vedere i contorni e la forma di quello che è e sarà.
Ho capito che anche un piccolo gesto ti può cambiare la vita...  vorrei dirvi il perché ma lo scoprirete solo leggendo il mio libro
                                                                                   
                                                              Sara

martedì 24 luglio 2012

La mia vacanza

Sono appena tornata dalla montagna, la pelle è leggermente abbronzata, perfino i lineamenti del viso appaiono diversi, rilassati, morbidi, sani, lì per me la vita è diversa, mi sento bene, sto bene e si vede! Riuscivo a mangiare, uscire di casa, entrare nei negozi , stare in mezzo alla gente e sopratutto rimanere all'aria aperta. In questi 10 giorni in val Pusteria, a San Candido, ho messo su 4 kg e questa volta non per le tossine. Non sempre dovevo usare la mascherina e per la maggior parte del tempo mi dimenticavo di essere malata. Molto spesso diamo per scontato troppe cose, questa malattia mi ha insegnato invece ad apprezzare tutto quello che mi circonda, parlare con le persone, ammirare un fiore, un paesaggio, leggere un libro anche solo se per pochi giorni all'anno, perlomeno finché non trovo una soluzione per potermi trasferire. Allora ringrazierò ancora di più il mio destino perché saprò per certo che mi avrà dato un'altra possibilità per avere una vita normale.
              Sara

martedì 17 luglio 2012

Un po' di vacanza

Tempo di vacanze! Sara si sta godendo qualche giorno in montagna dove, con l'aria piu' pulita, riesce a uscire e, a quanto mi dice, mangiare come un lupo. Io sono al lago. Ma non potevamo mancare all'appuntamento settimanale. La notizia importante e' che la struttura portante del libro, il racconto di Sara, e' finita. Sono gia' state fatte tre revisioni del testo e ne seguiranno altre. Non e' eccesso di zelo, ma la prassi. Aspettiamo intanto gli interventi degli esperti. A settembre, incrociando le dita, cominceremo la caccia alle case editrici.

martedì 10 luglio 2012

Una sbirciatina al libro


Papà ci ha detto che la speranza è l'ultima a morire e che non sappiamo cosa potrà succedere domani e quali passi potrà ancora fare la scienza. Quindi ha detto che anche in coma, anche con un filo di vita come un vegetale, lui vuole restare qui sulla terra. L'uomo è attaccato alla vita in modo viscerale e il desiderio di sopravvivenza fa fare cose che normalmente un essere umano in piena salute non farebbe.
Non avevo mai considerato questo punto di vista e mi rendo conto che ha ragione. È troppo comodo e facile prendere una decisione quando non è la tua vita in gioco.

lunedì 2 luglio 2012

Sara, Emanuela e Alessandro


Nella storia di Sara, così come nella sua vita, è molto presente la sua famiglia.
Una famiglia esemplare, molto unita, sempre pronta a fare squadra di fronte alle avversità. Mamma Fiorenza ne è il fulcro, il fratello Alessandro è l’insostituibile e silenzioso sostegno, la sorella Emanuela e la sua famiglia l’appoggio carico di affetto. Poi ci sono i veri grandi amici. A tutto questo si devono aggiungere la forza di volontà di Sara, la sua voglia di vivere, la sua generosità e disponibilità verso gli altri.
Per tutto questo Sara si considera, a ragione, di essere fortunata. 
Nella foto Sara con Emanuela e Alessandro.